Anglona · Sassari
Castelsardo
Castelsardo è un borgo a picco sul golfo dell’Asinara: il castello dei Doria in cima, le case colorate sotto, il porto in basso. Chi lo cerca vuole il museo dell’intreccio, il Lunissanti e la Roccia dell’Elefante. Questa scheda tiene insieme storia, mestieri e visite, senza trattarlo solo come cartolina da tramonto.

Foto di Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons. Ridimensionata per il web.
Storia
Nel XII secolo i Doria genovesi alzano la rocca su un promontorio già abitato. Si chiama Castel Genovese, poi Castel Aragonese quando la corona catalano-aragonese la prende nel 1448. I Savoia, nel Settecento, le danno il nome attuale: Castelsardo. Non è un villaggio inventato per i turisti: è una piazzaforte che ha cambiato padrone restando sullo stesso scoglio.
Dal Cinquecento è sede vescovile (diocesi di Ampurias, oggi Tempio-Ampurias). La concattedrale di Sant’Antonio Abate, con la cupola maiolicata, e le cripte del Maestro di Castelsardo raccontano quella stagione. Sotto le mura restano porto, pescherecci e le cestinaie che lavorano ancora sull’uscio.
Tradizioni
L’intreccio, mestiere del borgo
A Castelsardo l’intreccio non è folklore da vetrina: è un sapere passato da pescatori e contadini, oggi dalle cestinaie che usano palma nana, fieno marino e rafia. Corbule, canestri, crivelli, nasse. Lo vedi nelle vie del centro, non solo in museo. Il MIM, Museo dell’intreccio mediterraneo, lo mette in fila con pezzi di tutto il Mediterraneo, compreso su fassoi degli stagni oristanesi.
Lunissanti
Il lunedì santo è il rito più cercato del paese. La Confraternita di Santa Croce, dal Cinquecento, porta i Misteri da Santa Maria delle Grazie all’abbazia di Tergu, con i cori Miserere, Stabat e Jesus. La sera la Notti Santa spegne le luci del borgo. Non è uno spettacolo: è un pellegrinaggio. Arriva presto, lascia l’auto in basso, cammina.
Cosa visitare

Foto di Gianni Careddu · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons. Ridimensionata per il web.
Castello dei Doria e Museo dell’intreccio
Il MIM è dentro la fortezza: nove sale su due piani, terrazze sul golfo. Orari e biglietti sul sito del museo (mimcastelsardo.it). Dagli spalti, con il tempo pulito, si arriva a vedere l’Asinara. Accanto, il percorso verso il Museo delle origini genovesi e le cripte della cattedrale.
Cattedrale, centro e Roccia dell’Elefante
Sant’Antonio Abate è gotico-catalano e rinascimentale, con la pala del Maestro di Castelsardo. Santa Maria delle Grazie custodisce il Cristo nero del Lunissanti. Fuori paese, al km 4 della SS134 verso Sedini, la Roccia dell’Elefante è una trachite a forma di pachiderma, con domus de janas scavate nel corpo. Fermati con attenzione: la strada è stretta.
Domande frequenti
Cosa vedere a Castelsardo in un giorno?
Mattina in salita: cattedrale, vie del centro, cestinaie. Poi il castello e il museo dell’intreccio. Nel pomeriggio la Roccia dell’Elefante, sulla strada per Sedini.
Quando è il Lunissanti?
Il lunedì santo, la settimana prima di Pasqua. Date e orari li pubblica la Confraternita ogni anno: il percorso tocca Santa Maria e Tergu.
